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Natura:::
I sentieri
| Numero
sentiero |
Sentiero
n. 8 |
| Nome
sentiero |
Sentiero
delle "bove" |
| Tempi
percorrenza |
ORE
0,45
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Il
sentiero delle "bove" congiunge la malga Albi
con il "pont de la roza". Partendo da malga Albi
(m.1264), inizia nella parte terminale del "prà
del Comun", attraversa un fitto bosco ceduo raggiunge
presto la località "i Zengiati" sotto la
strada mulattiera che dalla malga raggiunge il Bondone.
Il
sentiero poi attraversa tutta la parete rocciosa su piccoli
balzi di roccia fino ad un ripido pendio di bosco ceduo,
solcato da profondi canaloni "le bove" (luogo
ove si fermavano le slavine di neve o le valanghe che precipitano
dal pendio sovrastante). Il sentiero scende poi verso il
fondovalle (si può seguire la nuova strada forestale)
fino al ponte della roggia del Bondone (vedi n. 10 - strada
vecchia Garniga - Bondone), un poco più a monte del
sottostante ponte della via di comunicazione Garniga Nuova
- Garniga Vecchia.
Un
altro sentiero attraversa le "bove" ed oltrepassa
una piccola valletta scavata nella roggia del Bondone, val
di Batterfall (dal tedesco Wasserfall = cascata), detta
ora "i Bodoni". Il sentiero, sempre nella selva
raggiunge la località "la frata dei òsti",
al centro di un magnifico anfiteatro naturale.
I n
questa località, alla base del "croz dela la
roza"si possono notare i ruderi di un casale le cui
pietre risultano in gran parte lavorate con lo scalpello;
ciò lascia supporre l"esistenza di un antico insediamento
umano, sicuramente anteriore a quello di Tambalt. Nei pressi
dei ruderi la conformazione del terreno fa supporre inoltre
la presenza di terre un tempo coltivate o quantomeno adibite
al pascolo.
Questo
sentiero poi prosegue sempre in quota raggiunge le località
"Casai de Tambalt" sulla strada mulattiera Garniga
- Bondone. Questo sentiero potrebbe essere di un certo interesse
storico: viene denominato anche "strada romana o imperiale",
poichè la tradizione locale lo indica percorso dalle
truppe militari romane o di altri eserciti. Si tratta di
un sentiero pianeggiante, in parte tracciato nella roccia,
sufficientemente largo da consentire il transito di animali,
con un probabile punto di ristoro al centro ("frata
dei osti"). Poteva forse esser utile come "strada
commerciale", considerato che, sempre in quota, si
può raggiungere a sud la conca di Cei e poi Rovereto,
ed a nord scende progressivamente sino alla città
di Trento.
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